Nell’ Informatica Forense le procedure realizzate si dividono nelle seguenti tappe:
1) Acquisizione: significa
copiare in una maniera speciale il contenuto greggio dell’informazione del
sistema sotto osservazione. Dopo si lavorerà su questa copia (chiamata
immagine) lasciando intatta l’informazione originale. Questa attività si fará non avviando il computer nella maniera convenzionale
ma accedendo ai dischi in modo di solo lettura. Neanche un byte
deve essere alterato dal momento in cui inizia il nostro intervento. Bisogna
considerare che il semplice avvio (boot) di un
computer altera almeno alcuni archivi nei suoi contenuti e date, varia la
quantità totale d’archivi, ecc. Lo stesso accade quando apriamo un archivio
anche solo per leggerlo o stamparlo. Si possono rintracciare indizi di tutto
questo tipo d’attività in un computer. L’acquisizione può comprendere da un
dischetto o un disco rigido di un computer fino ad un insieme di dischi di un server, un insieme di nastri o parecchi computer di
un’organizzazione.
2) Convalidazione e preservazione dei dati acquisiti: Per mezzi matematici si deve calcolare in maniera
normalizzata un codice unico corrispondente a quella combinazione unica di bytes che costituisce la totalità del mezzo in
osservazione. Questo codice di validità deve essere abbastanza complesso per evitare che sia generato in maniera riversa con finalità
dolosa e normalizzato in maniera che qualsiasi auditore indipendente possa per
conto suo verificare l’autenticità dell’immagine presa e così stabilire una
catena di controllo e custodia consistente. Da questo momento già si possono fare
copie esattamente uguali dell’immagine con lo scopo che diverse persone possano conservare una copia di sicurezza.
3) Analisi e scoperta di evidenza: si realizzano
una serie di prove di laboratorio sulla copia convalidata o immagine. È
possibile analizzare e cercare informazione a molti diversi livelli. Partiamo
dalla base che l’utente sotto sospetto di un’attività illecita può avere
cancellato l’informazione che lo compromette o può averla nascosta
immagazzinandola in maniera codificata o per mezzi non convenzionali. Queste
ricerche sono orientate per ogni caso in particolare e qui ci basiamo sull’informazione
fornita da chi chiede il servizio. Si possono cercare:
·
archivi cancellati, creati, letti o
modificati dentro di una certa fascia di date,
·
tipi d’archivi con un formato particolare
che siano stati alterati, per esempio archivi di un sistema di contabilità rinominati
come archivi di un word processor,
·
immagini, messaggi di posta elettronica,
attività sviluppata su Internet,
·
a diversi livelli parole chiavi
tali come un numero di telefono, il nome di una città, una ditta, ecc.
In conformità a quest’analisi si
determina una linea di comportamento dell’utente riguardo la
creazione, modifica e cancellazione di messaggi, attività di posta elettronica,
ecc. Possiamo per esempio fare una mappa o un istogramma a partire del numero
di archivi cancellati o modificati e vedere se in una certa data c’è stata una
attività anormale che possa indicare che l’utente voleva cancellare indizi di
una qualche attività svolta con il computer.
4) Riassunto: si presenta un riassunto scritto in un linguaggio allo
stesso tempo tecnico e chiaro e un CD dove si fa accessibile all’utente non
specializzato in un modo sistemato l’evidenza recuperata e sua interpretazione.
Anche se spesso si resta
importanza ai passi 1) e 2) e si considera il passo 3) quello specifico dell’Informatica
Forense, bisogna considerare che l’evidenza informatica è per definizione
fragile e può essere alterata facendo si che la stessa
perda validità di fronte a un tribunale.